MNR Newsletter luglio e agosto 2019

03/07/2019

La newsletter di luglio e agosto 2019 è dedicata al dio Mitra, il dio solare e della stabilità sociale. Il mitraismo è una religione misterica di origine orientale, portata a Roma dai legionari intorno al II-I secolo e raggiunge la massima diffusione intorno al III-IV secolo.

Mithras-Sol TESTA DEL SOLE

Opus sectile; marmi: giallo antico (anche brecciato), cipollino; altezza 29 cm, larghezza 26 cm; inv. 258548. Rinvenuta a Roma tra l’agosto 1954 e il luglio 1955, nel mitreo sotto Santa Prisca sull’Aventino, fu ricomposta dal restauratore G. Sansone. 235-250 d.C. Mancano: il sopracciglio destro, le cornee, la narice destra, le labbra, parte del mento, alcune ciocche.

La testa, piegandosi sul collo robusto, si volge leggermente a sinistra. Una corona di ciocche serpeggianti ne incornicia il volto pieno scomponendosi agitata sulla fronte, le tempie e il collo. Gli occhi, assorti a fissare un punto alto lontano, si spalancano ispirati con le sopracciglia avvilite. La fronte è corrugata, la bocca dischiusa e anelante. Il realismo mistico di questo ritratto, a grandezza naturale, è accentuato da effetti pittorici ottenuti attraverso l’alterazione degli ossidi del marmo numidico, modificato da focature di diversa intensità: chiaroscuri per le ombreggiature del sottogola, sfumature tonali per le gote, ritocchi impressionistici per la capigliatura. Nella maniera artistica di Pergamo alto-ellenistica e in stretta dipendenza dal tipo iconografico di Alessandro, la testa riproduce un’immagine di Mithras-Sol, divinità che nelle loro dediche i romani devoti al culto solare chiamavano anche Oriens, il Sole nascente. Al momento della scoperta fu notato, sul retro di alcune ciocche, un collante di colore blu misto a frammenti di vetro trasparente: un sapiente artificio tecnico che, donando alla capigliatura una brillantezza azzurrina, voleva rendere il nimbo radiato (Treccani: http://www.treccani.it/vocabolario/nimbo/) tipico del dio. Ne restituiscono parzialmente l’effetto le poche crustae(http://www.archeologia.beniculturali.it/index.php?it/224/glossario/49/crustae-marmoree) verdi-azzurre ancora conservate tra i capelli.

Non sappiamo esattamente dove e come fosse montata questa icona luminescente, impressionante e drammatica della divinità sovrana. L’ambiente del mitreo da cui proviene, nel complesso delle cappelle destinate alle cerimonie preliminari, era però destinato al rito della morte cerimoniale (voluntaria mors). All’interno di questa stanza/tomba l’iniziato giaceva, nudo e bendato, per un certo tempo, al termine del quale un sole abbagliante avrebbe rischiarato la notte. Come un’accensione di luce fu concepita idealmente la consacrazione stessa di questa sede mitriaca, avvenuta il 20 novembre del 202, anno del consolato di Settimio Severo e Antonino Caracalla, giorno di Saturno, lunaXVIII. L’incipit natus prima luce in capo a questa data graffita con precisione va inteso infatti in riferimento alla persona stessa di Mitra, celebrato come luce nascente dell’universo. Alla prima fase edilizia connessa a questa iscrizione ne seguì un’altra, datata al 220 d.C., cui è riferibile la costruzione degli ambienti per le cerimonie preliminari... (rf)

da Palazzo Massimo alle Terme le collezioni a cura di Carlo Gasparri e Rita Paris, Mondadori Electa, Milano, pag 245

 

I link sono al glossario del sito web della Direzione generale archeologia Mibac e alla Treccani.it


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